Museo Civico di Fucecchio

Museo Civico di Fucecchio

Il Museo Civico di Fucecchio, fondato nel 1969 come raccolta di opere d'arte di proprietà comunale e della Curia di San Miniato, è stato riaperto nel 2004 dopo un radicale ampliamento che ne ha ridisegnato la fisionomia come museo della città. Il nuovo allestimento è ospitato nel Palazzo Corsini, contiguo ad un ampio parco che conserva i resti del castello altomedievale di Salamarzana (IX - X secolo) e della trecentesca Rocca Fiorentina (1323-1325).

La sezione archeologica espone materiali di proprietà comunale e statale, prevalentemente raccolti nel corso di ricognizioni e scavi archeologici, condotti spesso preventivamente alla realizzazione di opere pubbliche. Dopo un’introduzione sull’aspetto del territorio è esposta una selezione di organismi fossili, provenienti da due collezioni donate al museo, che documenta l’articolazione faunistica e i diversi tipi di ambiente del mare pliocenico nel basso Valdarno. Le prime faune continentali tra il Villafranchiano e il Pleistocene inferiore e medio sono esemplificate dai resti scheletrici di elefanti e mastodonti, tigri, cervi e daini, cavalli, maiali selvatici, iene e da un raro esemplare di carapace di testuggine palustre. E’ poi esposta un’ampia selezione di strumenti litici del Paleolitico e Mesolitico che documentano gli insediamenti dei cacciatori nomadi sulle colline delle Cerbaie. La presenza dei primi abitati stabili di agricoltori e allevatori del Neolitico e delle età dei metalli è poi documentata da ceramiche, industrie litiche e metalli, tra cui  rivestono particolare interesse i materiali provenienti dal villaggio dell’età del Bronzo (facies di Grotta Nuova) ai margini del Padule di Fucecchio, presso Stabbia.

L’ampio arco cronologico corrispondente all’età etrusca e romana è purtroppo quello meno documentato ma acquistano particolare rilevanza i due esemplari di aes signatum del V secolo a. C., rinvenuti nel 1911 ai margini della pianura alluvionale. In età imperiale, oltre alle tracce di centuriazioni nel tratto di pianura tra Fucecchio e Castelfranco di Sotto e di insediamenti rurali sparsi sui rilievi, alcuni dati epigrafici concentrati presso Ponte a Cappiano indicano l’esistenza di un centro abitato più consistente, tra cui un’epigrafe funeraria e un’ara votiva in marmo.

Segue la documentazione archeologica del territorio tra età feudale e comunale, consistente in reperti originali e ricostruzioni in scala, basate su dati archeologici, di strutture militari e civili. Tra i temi trattati figurano il castello di Salamarzana, fondato intorno al X secolo dai conti Cadolingi in corrispondenza dell'attraversamento dell'Arno lungo la via Francigena, l’abitato sparso alto e bassomedievale, la viabilità e la rete ospedaliera, i caratteri delle strutture difensive e civili del centro comunale, la circolazione di manufatti (ceramiche, laterizi, metalli, elementi lapidei, vetri e legni) e l’alimentazione.

Recentemente (2018) si è aggiunta la nuova sala archeologica "Una storia dell'Arno" che documenta l'uso del fiume come vettore commerciale dall'Antichità al Medioevo attraverso un'ampia esposizione di anfore da trasporto documentate lungo il fiume, gli oggetti di bordo del relitto medievale di Empoli (per la prima volta esposti stabilmente) e elementi di imbarcazioni e mulini..

La sala 5 è dedicata alla produzione, di grande importanza per l’economia di Fucecchio tra il XVI e il XVIII secolo, di ceramiche graffite di cui sono esposti gli scarti di produzione e i prodotti finiti.

La sezione archeologica si è arricchita nel 2009 dei materiali etruschi, romani e egizi della Collezione archeologica Lotti.

La sezione storico artistica costituisce il nucleo di opere presente nel museo al momento della sua fondazione nel 1969. Ordinata al primo piano del palazzo, la sezione raccoglie opere pittoriche e oggetti d’arte sacra datati tra il XIII e il XVIII secolo e provenienti dalle chiese del centro e del territorio, in particolare dalla chiesa abbaziale di San Salvatore e dalla chiesa Collegiata di San Giovanni Battista, dove confluirono anche opere provenienti dalle chiese e dalle congregazioni religiose soppresse in età Leopoldina.

Tra i dipinti più antichi spiccano una tabella laterale della croce lignea di Berlinghiero Berlinghieri, oggi conservata presso il Museo Nazionale di S. Matteo a Pisa, la Madonna in gloria e Santi di Giovanni di Ser Giovanni, detto lo Scheggia, fratello del Masaccio, la Madonna col bambino di Zanobi Machiavelli, pittore fiorentino legato a Filippo Lippi, mentre nel salone principale è esposta la Natività e santi di Giovanni Larciani e la lunetta con il Padre Eterno benedicente dell’Empoli e altre opere su tavola.

Oltre gli argenti, tra cui sono da mettere in rilievo il reliquiario della croce in cristallo di rocca del XV secolo, un calice della stessa epoca e un acquamanile con rinfrescatoio in ottone del XVI secolo, la collezione dei parati sacri prodotti da manifatture toscane, veneziane e francesi nei secoli XVII e XVIII.

A questo nucleo originario del museo si aggiunge, al termine del percorso espositivo, la collezione di opere che l’artista fucecchiese Arturo Checchi volle donare al proprio paese natale per volontà testamentaria. Insieme alle opere nei depositi, è la raccolta più consistente di opere di proprietà pubblica, potendo contare più di un centinaio tra dipinti, grafica e sculture.

Il nucleo della sezione naturalistica è costituito dalla collezione che il medico Adolfo Lensi, uno dei corrispondenti della prima Inchiesta Ornitologica italiana, compose tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento con esemplari della fauna fossile locale e della fauna contemporanea del Padule di Fucecchio. Questi ultimi furono raccolti da lui stesso ed altri se ne aggiunsero per donazioni o acquisti per un totale di circa 300 esemplari.

La collezione, acquistata nel 1978 dal Comune di Fucecchio, dopo un accurato restauro conservativo è esposta all’ultimo piano del museo. Nella prima sala si trovano esemplari ordinati per i tipi di ambiente del Padule di Fucecchio e delle aree limitrofe: le acque basse e le acque profonde, il canneto, la garzaia, le aree boscate, i prati e i coltivi. Nella seconda sala gli esemplari sono invece ordinati con criterio sistematico all’interno delle vetrine originali. La collezione ha un notevole interesse storico e naturalistico come testimonianza della ricchezza avifaunistica del Padule di Fucecchio; fra gli uccelli acquatici esposti, troviamo infatti specie rare come il Gobbo rugginoso, ormai estinto nel nostro Paese, il Pollo sultano, sopravvissuto solo in Sardegna, e la Moretta tabaccata.

Il museo dispone di un'ampia sezione per l'allestimento di mostre temporanee, lo svolgimento di attività didattica e conferenze, mentre eventi particolari (convegni) sono ospitati nell’attiguo auditorium.

Come arrivare al Museo

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Museo Civico di Fucecchio

Museo Civico di Fucecchio
Piazza Vittorio Veneto 27
50054 Fucecchio (FI)

Servizi del museo

  • Bookshop
  • Fototeca
  • Laboratori didattici
  • Sala per mostre temporanee
  • Servizio prenotazione
  • Guardaroba
  • Scheda in lingue
  • Accesso per portatori di handicap

Galleria fotografica

Didattica

Il Museo Civico di Fucecchio svolge attività educative per giovani e adulti che vengono annualmente rinnovate e divulgate mediante un’apposita brochure.

Le visite e i laboratori, che possono svolgersi anche in orari diversi da quelli di normale apertura, devono essere prenotati presso il Museo (0571-268262) o la Biblioteca Comunale “Indro Montanelli” (telefono e fax 0571-268229).

Il costo per ogni singolo laboratorio o visita è di € 1,00 a persona e si svolge per gruppi non superiori a 30 persone.

I contenuti dei moduli scelti verranno progettati secondo le esigenze degli insegnanti e tenendo conto del livello scolastico dei partecipanti. 

Il museo svolge inoltre attività di formazione per insegnanti e operatori didattici nel quadro dei progetti sostenuti dalla Regione Toscana e formazione, supporto scientifico e didattico alle associazioni di volontariato operanti nel settore dei beni culturali.